Talvolta pensiamo troppo, almeno questa è l’impressione che abbiamo o che qualcuno ci ha detto, credo che non ci sia un numero di pensieri per cui superato tale numero si possa dire che stiamo pensando troppo, sicuramente se ci si accorge di avere il “chiodo fisso” o comunque avere dei pensieri che ci impediscono di farci stare bene, in quel caso, secondo il mio parere delle volte è sicuramente meglio agire invece che pensare.
Si, ma in che senso ?
Dentro ognuno di noi abbiamo una voce interna, è come se fosse una voce in più, a volte è allineata con quello che pensiamo ed a volte no, quando non è allineata al pensiero si crea una dissonanza cognitiva, cioè una mancanza di coerenza con quello che la pancia ci dice di fare e quello che la ragione impone di razionalizzare, può essere davvero frustrante a volte, la notiziona è che il cervello funziona in questo modo, non c’è un modo, almeno per il momento, che ci permette di decidere il numero di pensieri da avere, si può decidere la qualità dei pensieri (ne parlo qui), il punto è che fino a che non si prende consapevolezza che ci sono alcune cose che sono davvero inspiegabili, per cui non è proprio possibile trovare una risposta, la dissonanza continuerà ad esserci, quella sorta di giudice o sabotatore interno che abbiamo sarà sempre più forte rispetto all’altra parte, parlando a livello energetico si crea proprio uno squilibrio, come se la percentuale tra le parti fosse 70% / 30% e non 50% / 50% .
Quindi come si fà ?
Nel momento in cui scrivo, l’unica strategia che ho trovato è quella di comprendere che intanto è normale che ci sia un disequilibrio emotivo delle volte, e qui si prende consapevolezza del fatto che è una parte di noi (si anche se a volte non ci piace o rompe proprio i conigli!), il secondo passo è quello di lasciarla parlare ma non dargli troppo peso a ciò che dice, il terzo passo è quello di mettersi in moto e fare, fare e basta, perchè dico ciò ?
Ogni pensiero ha una vibrazione, ogni vibrazione ha una sua energia, l’energia crea.
Cosa succede quindi se mi metto in moto anche se c’è quella vocina interiore che mi sta dicendo di non fare quella cosa perchè tanto non sono capace, non ci riesco, fallisco, ho paura, e bla bla bla ? Mentre mi metto in moto, sto cambiando l’energia, ci si rende conto (con la pratica, si si tratta solo di allenamento, dai figata, no ?!) che anche i pensieri cambiano ed anche la loro qualità cambia, che in realtà quello che la voce ci sta dicendo, spesso aveva un’opinione un pò distorta della realtà, stava tentando solo di proteggerci, è l’istinto di sopravvivenza che ci portiamo dietro da millenni, magari era semplicemente preoccupata per noi, per evitare di farci ricadere in situazioni o relazioni che in passato non sono state funzionali o piacevoli per noi, si anche se magari non nè siamo proprio consapevoli, il nostro cervello è in grado di ragionare (almeno per il momento e non per tutti) solo per schemi mentali e per associazione di immagini, quindi cosa fà ? Raccoglie continuamente immagini e le associa a quello che la pancia sente (la pancia è un pò il nostro secondo cervello, chiamatelo intuito se vi piace di più), fatta l’associazione tra immagine (situazione) e emozione (quello che ha sentito la pancia) gli da una sorta di etichetta del tipo bene / male , positivo / negativo, ansia / gioia, ecc.. e la mette nell’inconscio, lo fà soprattutto nella fase di imprinting (l’infanzia), in cui il nostro cervello è più prensile ed è in continua ricerca di informazioni per poter vivere nel mondo, anche perchè giustamente non avendo avuto, o meglio, spesso non ricordandosi di come ha vissuto esperienze passate, deve avere per forza una schema su cui basarsi per poter progredire, vivere, mangiare, sostanziamente il corpo non deve morire, cerca di tutelarlo in ogni modo possibile, se lo schema mentale è disfunzionale stiamo male, per disfunzionale intendo dire per esempio che se sono cresciuto con l’idea che quello che “sentivo” veniva etichettato come “sbagliato”, mentre poi mi sono accorto vivendo attraverso le mie esperienze che in realtà quello che “sentivo” non era poi così “sbagliato”, ho uno schema mentale disfunzionale che si riproporrà continuamente fino a che non comprenderò di averlo e mi costruirò un nuovo schema mentale più funzionale, cioè in linea con quello che realmente “sento”, qualcosa “che sento mio”, lo schema disfunzionale avrà la maggior valenza di quello funzionale; la psicologia, nel momento in cui scrivo, sostiene che lo schema disfunzionale rimarrà comunque e a volte si attiverà per primo rispetto allo schema nuovo, che però allenando il cervello a riconoscere lo schema disfunzionale e ad applicare quello funzionale, col tempo lo schema disfunzionale avrà meno valenza di quello funzionale. So che può sembrare che somigli poco ad una bella passeggiata in un parco in mezzo alla natura, ma è così, lo schema disfunzionale pare sia impresso nella memoria del nostro cervello, la buona notizia è che il nuovo schema mentale funzionale è sicuramente una figata perchè ce lo possiamo costruire a piacimento!
Prendete ovviamente con le pinze quello che ho scritto, la psicologia per me è solo una passione, non pratico psicoterapia.